Tuesday, December 2, 2008

Verso Natale finalmente...

è stato un Novembre a tratti divertente a tratti di passione (nel senso di quella di Cristo, non di Mickey Rourke in 9 settimane e 1/2..sia tristemente chiaro!).

Ho avuto dei casini burocratici con l'ordine forense (che dio li abbia sempre in gloria...) che fortunatamente sembrano appianati, ho finito il paper sulle agenzie di rating in inglese ma sono ancora in ritardo per quello in Italiano e mi sa che dovrò correre e destreggiarmi in un divertente rush pre-natalizio.

Di positivo ho fatto alcune simpatiche nuove conoscenze e consolidato delle vecchie.
Ho rivisto la Prof Americana e spero così di rinsaldare il più possibile i miei rapporti con lei e la sua Università, alla quale peraltro sto facendo un sacco di promozione e ho quasi convinto diverse mie amiche ad iscrivermi al Summer Program...se decido di tornare lì la prossima estate potrebbe essere davvero l'ennesimo soggiorno newyorkese divertentissimo.

Insomma è un periodo nel quale sono impegnato in svariate cose molte delle quali interessanti e speriamo nel medio periodo anche remunerative.
Ma chissà perchè, tutto 'sto lavoro di public relations che mi tiene occupato, mi lascia sempre un certo retrogusto a fine giornata come se avessi fatto delle stronzate...mah, se penso che c'è gente che vive di questo. Forse ho ancora un qualche residuo di impostazione mentale di coloro che guidavano l'aratro e maneggiavano la vanga...chissà!

Saturday, November 1, 2008

Micro e Macro


In questi ultimi giorni ho realizzato che al mondo le persone possono classificarsi per il rapporto tra le loro idee sul mondo e sulla società, ossia il loro livello macro, e il loro modo di gestire in concreto i propri rapporti personali, ossia il livello micro.

Io a livello macro spesso sono sono considerato un po' stronzo, perchè odio le ipocrisie più di ogni altra cosa e sono politicamente molto scorretto. Non sono per nulla un relativista etico e penso che certe tradizioni culturali siano oggettivamente superiori ad altre.

Queste tradizioni le difenderei a spada tratta, col mio sangue da ogni inquinamento esterno. Per questo a volte appaio come un conservatore, e forse - come ogni nostalgico
- un po' lo sono.

Ma sono conscio che la superiorità di certe tradizioni culturali è data solo ed unicamente da un metro, la libertà individuale. Ed è quella ed unicamente quella l'oggetto ultimo da conservare ed espandere, da proteggere da ogni tentativo di cancellarla con atto di imperio o di diluirla a tradimento nel nome del buonismo.

A livello macro non sono per nulla buono. Odio il concetto stesso di bontà imposta a livello sociale, perchè mi sembra in netta contraddizione con un'altro concetto: la giustizia.

La morale del perdono cristiano infatti l'ho sempre ritenuta ripugnante. Io sono per una sistema di pene unicamente retributivo e punitivo. Sono contro ongi moralismo ma per il senso di responsabilità: nessun predicozzo nè alcuna giustificazione per chi lede l'integrità altrui, ma una pena prporzionale ed inflitta senza sconti.
I fatti devono essere eloquenti, le chiacchiere mute.

A livello macro la proprietà privata e la ricchezza sono valori assoluti per me. Ciò che metto insieme col mio lavoro è MIO. Nessuno me ne può spogliare senza il mio consenso. Nessuno può obbligarmi a donare parte di ciò che e mio ad altri.
Anche se io ho mille e gli altri uno.
Perchè ogni uomo deve avere la certezza che il frutto del proprio lavoro non gli sarà espropriato e che ne potrà pienamente godere senza limite alcuno a poprio piacimento. Questo è il motore della crescita economica.
Credo nell'efficienza come metro di giudizio imparziale.

Odio la retorica. Non sopporto i pianti, le lamentele, il ventre molle della società. Non sopporto le tragedie personali esibite e la compassione.
Credo che il dolore anche più terribile sia nobilitato dalla dignità. Che l'uomo stesso senza dignità non sia più uomo.

Come ho già detto sono per la massima espansione della libertà individuale. Pretendo un'ordinamento che mi consenta di vivere come voglio, finchè non ledo l'altrui integrità. Un ordinamento che consenta a persone consenzienti ed adulte di vivere la propria sfera privata e di disporre delle proprie sostanze nel modo che più aggrada loro.

Sono quindi un individualista convinto. Mi ripugna il concetto di massa, di popolo, di gruppo impersonale ed informe. Amo il concetto di cittadino, di singolo che decide autonomamente di coordinare la propria volonta con quella degli altri, ma che è libero di cambiare idea in ogni momento.
Odio chi decide per il singolo in quanto parte del popolo. Come cazzo ti permetti di inglobarmi nella tua palla di pongo puzzolente senza il mio espresso consenso ?

Sono fermamente convinto che l'ordinamento in cui vivo dovrebbe seguire questi principi per farmi e farci vivere meglio.



Ma a livello micro, quando si tratta di scegliere liberamente come comportarsi nelle questioni che concernono solo la mia vita privata, gran parte di questa apparente austerità svanisce.

Mi logora portare il rancore, perciò spesso perdono, anche in modo implicito, semplicemente scordandomi dei torti subiti.

Non sono attaccato al denaro ed alla ricchezza. Amo molto fare regali, anche costosi alle persone alle quali voglio bene. Amo offrire da bere, in modo totalmente disinteressato, semplicemente come contropartita della piacevole compagnia che la persona che ho di fronte mi offre.

Non sono mai riuscito ad avere il pelo sullo stomaco, ad ignorare il pianto di una persona che conosco. Ad ignorare le sue richieste di aiuto, anche quando forse lei non se lo meritava ed io non ci avrei guadagnato un cazzo.

Amo l'inno nazionale, anche se oggettivamente credo sia una canzonetta obbrobriosa e patetica, quando è cantata in coro anche da tanti scimpanzè, non riesce almeno un po' a non scaldarmi il cuore.

Amo la retorica del passato. Del "si stava meglio quando si stava peggio" e via dicendo.

Amo pensare alla generazione dei miei nonni, comunista. Anche se ritengo gli ideali in cui credevano di per sè un errore terribile e nefasto.

Rispetto i giovani, che ora sono vecchi, che in buona fede credettero nell'utopia del ventennio, anche se nulla di nobile ed utile per l'Italia venne da quel totalitarismo dannoso, violento e soprattutto patetico.

Nonostante tutto ciò che ruota intorno al calcio sia quanto di più basso ed esecrabile che ci sia, non riesco a non emozionarmi quando gioca l'Inter o l'Italia.

Nonostante l'Italia sia uno dei paesi che rappresenti meno il mio tipo di ordinamento ideale, non sono ancora fuggito e amo ancora tanto il mio paese.



Non mi ritengo uno schizofrenico o un ipocrita. Una volta che a livello macro ci è lasciata la libertà di scegliere, noi possiamo decidere in modo consenziente di non usufruire della medesima libertà o tutela. In questo giace la grandezza e la superiorità del liberalismo.

Perciò la legge difende giustamente la mia proprietà dai ladri, ma non mi vieta di donarla a cost zero chi più mi aggrada.


L'unico mio problema è che in genere a chi mi conosce solo per i miei discorsi macro, sembro uno stronzo senza cuore, furbetto ed avido.

Mentre a livello micro sono molto più tenerone, docile e a volte addirittura consciamente fesso.

In conclusione: a volte capita che la prenda in quel posto ad entrambi i livelli per motivi opposti.

Non sarò un ipocrita ma certo un po' coglione lo sono.

Morale della favola, non fate affidamento sulla bellezza e la apparente bontà degli ideali di chi incontrate, metteteli alla prova, anche solo contando i caffè che vi offre, o la quantità del suo tempo che vi concede per darvi una mano.

E vedrete chi con voi in concreto sarà più generoso, se il vostro amico fricchettone sinistrato sostenitore dell'ammmore cosmico universale ("che siamo tutti fratelli, vecchio!") e della condanna categorica di ogni accumulazione di ricchezza, o il vostro amico sostenitore del capitalismo e della pragmatica nobiltà del profitto, frutto del proprio lavoro.

Monday, October 27, 2008

basta infangare Facebook!





Allora, tutti conosciamo Facebook, sia che lo si ami o che lo si odi. Non c'è un cazzo da fare: è popolare, si sta diffondendo tra tutti gli universitari e teeneagers italiani a ritmi vertiginosi.

Poi poco importa che alcuni se ne servano principalmente per tenersi in contatto con amici lontani (come il sottoscritto) o che altri lo usino invece solo per i quiz cretini (tipo "quanto sei strafatto?") o per iscriversi a 96 gruppi fotocopia che glorificano il vomitare le budella ubriachi. Tutti nel bene o nel male ne fanno uso.
Bene, allora cosa sta succedendo di male?

Che ormai alcuni furbetti avendo capito che tutto ciò che ha a che fare con Facebook suona incredibilmente figo piazzano in ogni volantino delle feste che organizzano la denominazione "Facebook Party", il che dovrebbe secondo le loro testoline richiamare centinaia di persone.

Bene, questa spendita abusiva del nome di Facebook mi ha già rotto pesantemente il cazzo. Perchè è già la seconda volta che mi capita di andare ad uno pseudo "facebook party" e di trovarvi al posto di un party coi controcazzi una rognosa festina parrocchiale, satura di gente imbarazzante e con un'aria densa di una respirabile patina di sfiga spessa due spanne.

Non è possibile che un cazzo di Facebook party sia fatto in una patetica palestrina sperduta nella bassa padana, degna giusto del ritrovo dei boyscout, con un dj che non fa altro che mettere su Hitmania dance '95 o Alba vol. 4 (anche 'sta moda del recupero anni 90 ha ben assassinato i coglioni, eh!), con dei nerd che saltano su un panchetto marroncino e si improvvisano improbabili cubisti. Ma vi rendete conto che uno di loro ballava con un maglioncino bianco a trecce da bravo bimbo legato in vita?! Non grida un po' vendetta tutto questo?!

Ovviamente non c'è nemmeno da dire che gli pseudobaristi erano pessimi, a mala pene capaci di scodellare un mojito fatto alla cazzo. Ma contro questo pernicioso genere di persone ormai sono quasi vaccinato, li fiuto come Van Helsing fa coi vampiri, e quindi il massimo che ho ordinato è stato un semplicissimo gin tonic.

Ma a 'sto punto mi chiedo: ma se Mark Zuckerberg sapesse tutto questo cosa direbbe? Non gli roderebbero un po' i coglioni a sapere che il nome della sua bilionaria creatura viene infangato sistematicamente da feste squallide? Cazzo ma la conservazione del valore brand dove la mettiamo?!

Spero francamente che questa tendenza sia arginata al più presto, anche perchè credo che il prossimo step verso l'abisso potrà solo essere un facebook party organizzato direttamente a cura delle suore di clausura con come special guests i campioni in carica delle olimpiadi della matematica e ai piatti una selezione dei bimbi più scassacazzo dello zecchino d'oro.

Per citare un regista insopportabile ma nemmeno da buttare via "continuiamo così, facciamoci del male".

Monday, October 13, 2008

Waiting for a "Godot bull market"


Oggi finalmente il mercato va un po' meglio.

Speriamo che ciò porti un po' di salute al mio piccolo nonché martoriato portafoglio titoli, che solo con una mega risalita prolungata potranno recuperare il valore che avevano anche solo un anno fa.

Io comunque col cazzo che vendo, per due plausibili ragioni:

1) la crisi in corso ha interessato l'Italia solo marginalmente e di rimbalzo, è una crisi finanziaria quindi tutto quello che i governi debbono fare è varare misure per evitare che lo strozzamento del segmento finanziario intacchi e comprometta fatalmente gli altri settori produttivi e quindi l'economia reale. Inoltre in Italia abbiamo secondo me ancora alcune aziende che sono sanissime, quindi, se il piano deliberato oggi in sede europea si rivelerà efficace, il loro valore crescerà di nuovo.

2) reconditamente da quando ho scoperto la finanza sogno di essere come Gordon Gekko, solo un po' meno stronzo (oltrechè meno figo, vabbè grazie...).

Quale di queste due motivazioni secondo voi è piùvvvvera?

Thursday, October 9, 2008

In between Fashion and Old Fashioned


Vivo in una città media dell'industrializzata ed opulenta pianura padana. Devo dire che pure riconoscendo i limiti intrinseci del vivere qui e non a NYC o anche solo a Milano, nella mia città mi sono sempre trovato piuttosto bene.

Non ha mai avuto la fregola di fuggire tanto per fuggire che è in genere un vezzo molto diffuso tra i miei concittadini giovani e che li fa apparire tanto ingenui e (questo sì) terribilmente provinciali.

Io i viaggi che voglio fare hanno tutti uno scopo: "andare per andare", "viaggiare per viaggiare" e puttanate varie sono solo vacue formule per nascondere il fatto che ti rompi il cazzo più del dovuto perchè fondamentalmente sei una persona noiosa e con pochi interessi. Ecco.

Io voglio andare a vivere nella città X, a studiare/lavorare nell'università/posto di lavoro Y, a visitare il paese Z. Non andare "cioè tipo in spagna per un po', poi vedere lì come tira...oh che comunque è sempre meglio che qui, vecchio!". Ed allora vai davvero a vendere i gelati su una cazzo di spiaggia della costa brava e non rompere il cazzo! Se questo è il tuo ideale di vita perfetta tanto meglio pe te, per me non lo sarà mai. Stronzo. :-D

Questo astioso e borioso preambolo in realtà è un po' una divagazione uscitami così un po'alla cazzo. Perchè questo post non è su come solitamente mi trovi a mio agio nella mia cittadina provincialotta ma-che-alla-fine-non-mi-dispiace. Al contrario questo post è su una di quelle inusuali volte che mi sono girate le balle di essere qui e non, chessò, a Milano.

Io amo i cocktail. Ma ho la fortuna/sfiga di amare non quelle quattro puttanate zuccherose che vanno per la maggiore nel più sconquassato degli happy hour. No. A me piacciono cocktail storici ma non di moda.
Lo so che sembro rompicoglioni io, ma che cazzo ci posso fare se amo il whisky sour invece della Caipiroska??? Il Milano-Torino invece del Bellini?

Beh ho notato che i miei cocktail preferiti nei pub che frequento di solito quando sono nella ia città a) non li sanno proprio fare, b) li fanno così da cazzo che sarebbe meglio che saltassi io dietro al bancone e lanciassi la nuova formula "self-service cocktail bar".

Finchè chiedevo il whiskey sour anche il barista più fregnone alla fine ci arrivava, innanzitutto perchè c'è la parola whiskey, in secondo luogo perchè la parola "sour", se hai un inglese almeno a livello scuola media dovresti sapere che significa e quindi che certamente aggiunto al whiskey nel cocktail non ci andrà il succo di fragola bensì qualcosa di aspro, quindi auspicabilmente il limone.

Oh intendiamoci spesso anche in questo caso il prodotto finale era spesso rivoltante: alcuni ci mettevano un litro di limone per ogni millilitro di whiskey, componendo così una bevanda che invece di procurarti ebbrezza ti procurava gastrite; altri coglioni più banalmente invece del bourbon o del whiskey canadese ci mettevano lo scotch, facendò sì che il cocktail alla fine sembrasse una sorta di succo di lione con al suo interno della cenere in infusione...e la cosa bella è che questi pirla si vantavano pure della loro ignoranza pensando poveretti di avermi fatto una grande elargizione e di apparire fichi mi dicevano con tono complice: "cioè vecchio, come whiskey pensa che ti ho messo un laphroaig di 12 anni...".
E come fai a spiegargli a questo disgraziato che lo scotch è ottimo ma ha delle caratteristiche ben precise, che non è che solo perchè è pregiato e raffinato sta bene su tutto (voi lo mettereste il tartufo sulle cozze?) e che un banalissimo e dozzinale jack daniel's avrebbe prodotto un risultato mille volte migliore???

Ma la situazione ultimamente è ulteriormente peggiorata, in quanto a NYC ho scoperto (e ne ho abusato) l'Old Fashioned. In realtà l'old fashioned è un cocktail che oltre ad essere ottimo, è fondamentale dal punto di vista storico (basta leggere l'ineressante storia riguardo alla sua creazione) nonché semplice da fare, composto da whiskey, zucchero, angostura e soda.
Bene. Una volta tornato qui nelle ultime settimane ogni volta che ho provato ad ordinarlo mi è stato risposto "ok, però devo guardare sul libro perchè non so come si fa...", data questa premessa potete immaginare come sia poi stato buono il parto di questo apprendista barman coi polpastrelli ancora puzzolenti di gelatina alla fragola.
E ci tengo a precisare che questa scena si è ripetuta un paio di volte non nel bar dello sport dove la gente va per farsi un caffè o un bianchino e leggere le gazzette (dello sport e di Reggio :-) ), ma in un ristorante-wine bar che ha anche la pretesa di essere un posto parecchio esclusivo e fashion.
Solo nella vecchia cara birreria in centro in cui vado da sempre, il gestore, un uomo sulla cinquantina certamente meno fashion ma più vissuto, è riuscito a farmene uno non male.

La morale di questa lunga e astiosa reprimenda è che per fare le cose fiche non basta averci un mercato di riferimento, non basta avere un buon capitale, ma serve anche il know how. Tanto Know how, anche solo per una questione di stile.

Invece nella mia città sarà da circa 10 anni che la moda dell'aperitivo spopola e fa guadagnare un sacco di soldi a tanti pub, bar, enoteche, che spesso si montano la testa e ti mettono arredi scenografici, cameriere con minigonna altezza clito, musica ggggiusta "mixata per voi da DJ Calabria!", ma poi ti fanno cascare le balle quando chiedi qualcosa che non rientri nella sacra triade Mojito, Spritz, Caipirina.

Nonnnò ragazzi, non ci siamo. Amo l'aperitivo e sono felice di arricchirvi bevendo da voi, sono parimenti felice che investiate per rendere più trendy il vostro locale, ma per favore andate anche a scuola per imparare i fondamentali, allora sì che potrete davvero fare gli sboroni ed emanciparvi dal vostro provincialismo.

Per esempio sono capitato a Milano il weekend scorso alla festa di un'amica e il club dove eravamo era il classico club stile "noi siamo la città della moda" con tutti gli stilemi e i vacui orpelli del caso. Bene, nel frastuono della musica mi sono avvicinato al barman per chiedergli un Old Fashioned, quasi con soggezione, non sapendo che risposta attendermi da sto ragazzotto che sembrava un ex tronista di Uomini e Donne. Ed invece lo stupore! Questo fighettino mi risponde costernato: "Guarda ti avverto, ho finito le zollette, devo metterti lo zucchero normale, lo vuoi lo stesso? preferisci il Jack Daniels o Il Canadian Club?" Giuro che l'avrei abbracciato.

In definitiva, va benissimo fare i fichi, quelli modaioli, troppo avanti che "cioè facciamo tendenza", va benissimo (ci mancherebbe) la cameriera con piercing, tatuaggi e pose maliarde, va bene perfino la musica di DJ Calabria, però per favore prima di tutto questo siate anche bravi, semplicemente bravi nel fare vostro mestiere.

Ed ora congedo musicale a tema, anche esso mooolto "old fashioned".

Thursday, September 4, 2008

OK, my personal obsession of the month is...Sam Obernik!

Allora, non so per quale motivo qualche giorno fa mi è tornato alla mente un vecchio video in cui un sacco di ragazze supergnocche giocavano a beach volley mostrando le loro grazie, a riprova della generosità che madre natura aveva mostrato nei loro confronti.

Ma la cosa che mi era rimasta più impressa del suddetto video non è lo spaventoso quantitativo di feromoni che le immagini promanano, ma il fatto che la cantante, che al cospetto delle altre protagoniste del video appariva assolutamente casta, aveva la peculiarità di essere ancora più bella ed intrigante del carnaio che la attorniava.

Bene, ho ritrovato il video grazie a SanYouTube, video che anche dopo qualche annetto resta carino dal punto di vista musicale e godibile da quello danzereccio. Ma è lei la migliore sorpresa: non me la ricordavo male, è di una bellezza sconcertante!



Dopo qualche ricerca su internet spprendo che ninfa in questione si chiama Sam Obernik, è irlandese ma vive a Londra, ha un figlio ed è una vocalist che però scrive canzoni ed ha fatto uscire da non molto un proprio album.

In un crescendo di estasi ho scoperto un'autentica perla tra le sue partecipazioni.



Si tratta di una cover di un pezzo di Stevie Nicks, ossia la cantante dei Fleetwood Mac risalente ai primi anni 80 (la decade che si conferma sempre la migliore), per l'occasione reinventata a cura di Linus Loves. La cover è fortissima (ricordiamoci - mai mi stancherò di ripeterlo - che la cover fatta bene è una delle massime espressioni artistiche musicali) e assolutamente addictive, da due giorni non faccio che ascoltarla a ripetizioni. Il video è geniale, con il bellimbusto che si vuole cuccare la gnocca del liceo dopo anni di distanza alla rimpatriata di classe, seducendola con i suoi sfrontati passi di danza.
Ma soprattutto è sublime lei, nel ruolo della bonazza di classe di cui sopra, meravigliosa ed ammiccante nella sua fine ed aggraziata femmmilità di donna nel pieno dei suoi trenta (e, anche questo non mi stanco mai di ripeterlo, le donne raggiungono il massimo del loro splendore nei trenta e non nei venti come molti erroneamente pensano!). Anche io per una ex-compagna di classe così mi sarei preparato con anni di anticipo le evoluzioni da dancefloor più sfrenate e mi sarei umiliato davanti ai miei vecchi compagni, che tanto si fottano pure, tanto fino alla prossima rimpatriata chi cazzo li vede più quegli sfigati...

Ora la mia fantasia viaggia e vorrei essere un DJ talentuoso, affermato e potente tipo Danny Tenaglia, per averla con me in tutti i pezzi che comporrò da qui all'eternità! :-)

Saturday, August 30, 2008

somtimes you just have to take a break..

OK sono più di due mesi che non scrivo.

In questo lasso di tempo ho principalmente passato una fine di giugno/prima metà di luglio di merda perchè simpaticamente trascorsa sul lettino del dentista, che durante un controllo di rito mi ha trovato uno sciame di carie profonde come il grand canyon...ed un dente del giudizio da togliere.

"Lei ha la peculiarità, sig. Feddi, di avere dei denti che si cariano facilmente ma le carie non le fanno male, così non se ne rende conto e viene qui che sono già profonde..."
Che culo.

Dopo queste simpatiche peripezie dentistiche (che BTW mi sono costate un capitale...) sono partito alla volta di New York per trascorrervi tre meravigliose settimane.

Davvero un mondo perfetto in cui le lezioni e le fantastiche attività didattiche alle quali partecipavo di giorno all'università erano alternate all'esplorazione notturna della NYC nightlife più strabiliante e divertente.

Riuscire a coniugare lavoro e divertimento al loro massimo, mente e sensi, essendo appagato da entrambi è una situaizone meravigliosa che di rado capita, ed il ritorno alla vita di tutti i giorni può essere uno scivolone abbastanza doloroso. Ma tutto sommato necessario perchè anche il corpo ha bisogno delle sue ore di sonno e di riposo, e doo tre settimane di vita piuttosto estrema stava intraprendendo delle cortesi ma ferme manifestazioni di cedimento.

Bene, ora son di nuovo qui, calato nella mia solita routine ma con dei tempi più flessibili e delle entrate leggermente maggiorate.
Conto di mettere a frutto molte cose che mi ronzano in testa da tanto questo autunno/inverno e spero di riuscirci al meglio. Non sarà facilissimo proverò a mettercela tutta. Poi magari il bilancio sarà sconfortante as usual...ma per il pessimismo cosmico c'è tempo! :)

Intanto, a simboleggiare il mio ritorno, posto una delle canzoni più memorabili di un gruppo memorabile di una scena musicale memorabile di un periodo storico memorabile (scusate ma mi si è inceppata la parte di corteccia cerebrale che presiede alla scelta degli aggettivi...)



Se non vi piace vi inseguo democraticamente con una motosega.